Notti

Ci sono notti in cui il rumore dei pensieri è così forte che non ti permette di dormire.
Pensi che dovrai svegliarti presto e vorresti riposare, ma quel continuo, intenso, lavorio ti tiene sveglio.
Quelle notti cerchi di concentrarti sulle cose banali che ti condurrebbero al sonno, invece, come folletti dispettosi, ti balzano alla mente quelle immagini che vorresti dimenticare, quelle parole che non avresti mai voluto ascoltare, quelle facce che non avresti mai voluto vedere.
Speri che prima o poi la stanchezza ricacci quei pensieri nei profondi recessi da cui sono sbucati fuori, ma invano.
Speri che in realtà quei ricordi siano sono orribili incubi che, come tutti gli incubi, si dissolveranno quando le luci del giorno ti sveglieranno.
Speri che la prossima volta che lanci uno sguardo all’orologio siano passate almeno quattro o cinque ore.
Ci sono notti, come questa, in cui non ti resta altro che riaccendere la luce sul comodino e scrivere, sperando di addormentarti con la penna tra le dita.

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