Pasqua 2013

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ma vaffanculo

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Ossigeno?

È un’assenza sempre più pesante. Anzi schiacciante. È possibile distrarsi, ma non sottrarsi. Ma dopo è anche peggio.
Un vago sentore ce l’avevo ma, fino a quando non ci sei sotto, non riesci a valutare la fatica che si fa a sostenere tale peso.
Lo sforzo è vano e molte volte, sempre più, si vacilla, si arranca.
Anche pigiare sulla tastiera diventa faticoso. Allora solo il sonno, o sogno, può ristorare.
Poi discutiamo, discutiamo, discutiamo. Ma di che discutiamo se poi sbattiamo sempre con la testa nel muro?
Poi ci proviamo, ci riproviamo e ci proviamo ancora. Solo vecchi scarponi e lattine infangate rimangono nella rete.
Ancora uno sforzo, ancora pazienza, ancora speranza, ancora un appiglio alla parete dei ricordi.
Una boccata di ossigeno? Magari.

Incazzato

2643_1059955096861_2423169_nOggi sono incazzato. Diciamo pure, più incazzato del solito. Il motivo è evidente, è proprio qui sopra.
No. Non è Mauro. Piuttosto è come vedo Mauro.
Cerco di fare un po’ di chiarezza. Partiamo dal concetto che non ho accettato la sua morte (ne avrò ben il diritto!). Con questa premessa si capisce perchè esistono ancora i suoi account, il suo sito, le sue email, in breve tutte le evidenze di Mauro, prive di consistenza materiale, ma pur sempre vive e vegete nella mia vita, nella mia mente, nel mio mondo, che ovviamente non è il vostro.
Fatta questa premessa, necessaria per la comprensione del concetto che desidero condividere, vengo al dunque.
Sono incazzato! Incazzato perché il tempo passa, incazzato perchè io invecchio, incazzato perché tante cose accadono, incazzato perché il mondo va avanti, ma io non posso che guardare sempre le stesse foto di Mauro. Lui non cresce, non matura, non diventa adolescente, non smette di sorridere, non smette di essere ammalato, non smette di rimanere fermo, immobile. Nel mio mondo, pur imperfetto, pur intimamente irreale, ma pur sempre pregnante di un amore tanto intenso quanto inutile, lui c’è ma non c’è. Non vive e non riesce a morire.
Forse sarà perchè grazie alle leggi che regolano il mio mondo (nella sua imperfetta limitazione) i bambini non muoiono? I figli non muoiono?
Non lo so, e non lo voglio sapere. Voglio solo essere incazzato e lo voglio gridare, fino a farlo sentire anche nel vostro, lontano, mondo.

(a proposito ieri 3 anni e sei mesi dalla sua assenza)

Lo specchio

Quando accese la luce dello specchio si fermò a osservare la sua immagine riflessa. Stentava a riconoscere in quella figura lo stesso uomo che solo quella mattina era lì a farsi la barba.
Sembrava che fosse invecchiato di vent’anni in poche ore.
In quel momento l’uomo che lo osservava dallo specchio mostrava i segni della sofferenza. Non erano tanto le spalle, improvvisamente ricurve, a impressionarlo quanto la luce spenta e triste emanata dagli occhi, che non riusciva a quasi a riconoscere come suoi.