Daria, Mauro e Francesca

Questa mattina mi sono svegiato contento perché nella notte ho fatto un’incursione in uno dei mondi paralleli.
Sono riuscito a vedere ciò che sta accadendo lì e me ne sono compiaciuto.
Mi sono visto mentre abbracciavo i miei tre figli: Daria, Mauro e Francesca.
Non li vedevo da un po’ di tempo ed ero così felice da stringerli fortissimo. Daria, la più grande, oramai una signorina, se ne stava più sulle sue, mentre Mauro, il secondo, e Francesca mi stavanno attaccati come ventose.
Eravamo tutti tanto felici perchè dopo un lungo periodo di apprensione dovuto alla malattia di Mauro finalmente stavamo di nuovo tutti insieme.
Ovviamente il più contento era Mauro. Non so se perché è l’unico maschietto dei tre o forse per altre ragioni più profonde, ma tra noi c’è un legame particolare che valica quello classico del rapporto padre-figlio. E’ come se ci conoscessimo da sempre, come se fossimo una cosa sola. Godiamo di una sintonia eccezionale che ci consente di intenderci senza parlarci, solo con lo sguardo. Ed è appunto con lo sguardo, senza parole, che mi stava trasferendo la sua gioia per essere finalmente guarito e di nuovo riunito alla sua famiglia.
Il suo viso, florido, rubicondo, mi confermava che il peggio era ormai alle spalle. Come stava bene in quel suo giubbotto di piume rosso fuoco.
Ma anche Francesca era sorridente. A dire il vero Francesca è sempre sorridente. Dei tre figli è quella che è sempre di buon umore; non fa mai capricci, ne crea problemi. Forse solo perchè è ancora piccola. Daria invece osserva i fratelli come se fosse la loro mamma. È protettiva ma sorride anche lei molto soddisfatta per la ritrovata unione familiare. Ha sofferto molto per la malattia di Mauro. Non è un tipo molto espansivo come i due piccoli e così, in tutto questo lungo periodo, ha tenuto tutto il suo dolore e la sua apprensione dentro di sé.
Ma ora è finita! Ci stiamo finalmente godendo la gioia di stare tutti insieme.

La mia visita imprevista al mondo parallelo si conclude con questa scena in cui tutti, noi genitori e i nostri tre piccoli, sorridiamo felici. Io ho tra le mie braccia Mauro e Francesca mentre Vera tiene le mani sulle spalle di Daria e ci guardano allegre.

Fine del viaggio. È domenica e sono di nuovo in un altro mondo parallelo – quello sbagliato però – dove figli non ne ho.

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