Le strade ordinate del sabato pavese

Corre veloce il mezzo,
fendendo il traffico del sabato sera
come fosse burro grazie alla lama della sua sirena.
Le ritmiche luci blu mandano dal tetto lampi ondeggianti
sui palazzi festosi che scorrono nel finestrino.
Le luminarie natalizie si confondono, con i loro puntini colorati,
tra le gocce di pioggia, piccoli diamenti sul vetro,
formando un universo allegro e scintillante.
Disteso sul lettino giaci dolente esterrefatto,
stringi incredulo la mia mano grande.
Mi guardi ponendo mille silenziose domande
mentre insieme viaggiamo verso l’inizio della nostra storia.

Cammina lento il mezzo,
serpeggiando tra le strade ordinate del sabato pavese.
Non ha fretta d’arrivare, non chiede il passo col fragore della sirena.
La luce forte del sole estivo appiattisce le ombre e sbiadisce i colori.
Disteso sul lettino giaci stanco, immobile.
Stringo incredulo la tua mano fredda.
I tuoi occhi mi fissano tristi e non aspettano risposte.
Insieme andiamo mesti verso la fine della nostra storia.

Storia che inizia e finisce con un’ambulanza.

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Il viaggio

Senza alcun dubbio il momento peggiore è il risveglio. Quando apro gli occhi e, ancora in uno stato di semicoscienza, mi accosto pigramente al finestrino e guardo fuori. Mi occorre un po’ di tempo per accorgermi che sto andando in un’altra direzione. Il treno percorre un binario sbagliato che deve aver preso per errore mentre dormivo.

E realizzo che non sto viaggiando verso la meta che avevo desiderato e che avevo scelto. La mia destinazione doveva essere da tutt’altra parte. Ci dev’essere stato un errore madornale, è ovvio che qualcosa è andato storto, molto storto. Il binario è a senso unico e quindi non c’è possibilità di ritorno.

Ed è a questo punto, tutte le mattine, che mi si raggela il sangue nelle vene. S’incrina la volta celeste, il sole si offusca e cielo diventa plumbeo. D’improvviso mi ritrovo sul torace un peso di una tonnellata che mi impedisce la respirazione. Mi sento avvolto sa una sostanza appiccicosa e puzzolente che mi impedisce i movimenti: dev’essere il mio destino.

Intanto il viaggio continua, deve continuare, anche se nella direzione sbagliata.

In fondo lo diceva Omar Kayyam: la vita è un viaggio …

La coincidenza

Per mia natura non credo a tante cose, diciamo che più o meno sono uno scettico. E soprattutto le coincidenze …

Chiarito questo, non posso che rimanere basito al cospetto di quanto sta accadendo nelle ultime settimane o meglio negli ultimi mesi. Una storia già vissuta, un film già visto. L’impressionante susseguirsi di terribili momenti che si ripetono, traslati nel tempo e nello spazio, nelle persone e nelle famiglie. Tuttavia con le stesse modalità, con lo stesso incalzare, con lo stesso carico di sofferenza.

Ancora una volta il peso maggiore tocca sopportarlo a un ragazzo: chemio, interventi, menomazioni, umiliazioni.

Tutto sembra già deciso dal destino beffardo, che prima illude e poi colpisce a tradimento. Tutto è contro di lui. Ma questa volta non posso ammettere che la storia finisca allo stesso modo. Devo sperare, devo soffrire in silenzio e aspettare la riscossa. Riscossa che sarà la mia, anzi la nostra, rivincita.

Deve vincere lui, per se e per entrambi.

Natale 2003: che coincidenza!

Pochi sanno ciò che in questi casi succede intorno a lui. Pochi sanno quanto sia difficile, così difficile che s’accosta e oltrepassa i limiti dell’impossibile. Purtroppo io sono tra quelli che sanno, e che non dimenticano. E so che non c’è aiuto che serva a qualcosa, non c’è riposo, non c’è pace, non c’è serenità; questa meno che mai. C’è solo rabbia e dolore; tanto dolore e tanta rabbia.

Il momento è critico. E’ tempo di serrare i denti e andare avanti nella tempesta. Purtroppo, almeno per me, sono passati i tempi di “dietro le nuvole c’è sempre il sole”. Non è vero. non è così! Ma proviamo con forza e tenacia ad andare alla ricerca di questo sole che si allontana sempre più.

Un grandissimo in bocca al lupo!

All the best