La festa, la festa

I primi anni era opportuno che nel primo pomeriggio facesse un pisolino. Dopo non fu più necessario.

Comunque, tutte le volte, fino alla fine, c’era un lasso di tempo, breve, troppo breve, nel quale stavamo tutti e tre soli a godere dell’attesa dell’inizio della festa.

Il ventitré dicembre è praticamente il giorno più corto dell’anno. Le luci del giorno cominciano a calare ben prima delle quattro del pomeriggio.

Le lampade della casa non s’accendevano ancora sfruttando gli ultimi raggi, quasi orizzontali, con cui il sole illumina il giorno prima di lasciare il posto alla sera.

La penombra, dalla quale emergevano i segni della felicità tutta natalizia, veniva addolcita dalle lucine colorate e lampeggianti dell’abete riccamente adornato da palle e altri pendagli che avevamo scelto con cura, tutti e tre insieme.

Il profumo di bosco dell’albero si miscelava con le fragranze rilasciate dagli ingredienti dei dolci che erano stati appena confezionati: gli struffoli, le zeppole.

L’attesa della festa sapeva di buono, di dolce, ma anche di sapone. C’era infatti il momento della preparazione. Gli si lavava la faccia, poi le mani. Era lui che pretendeva l’acqua di colonia – gli era sempre piaciuto mettere un profumo, lo faceva sentire grande – dopo aver indossato il maglione bello per la festa.

A me toccava sistemare gli ultimi palloncini, i festoni, i cartelloni. A proposito, chi viene a trovarci e passa dalla cucina, tova ancora, affisso sulla parete, quello del primo anno.

L’eccitazione che montava in lui era contagiosa. Mi sembrava di rivivere quella di circa quarant’anni prima, quando toccava a me.

Non appena il buio era diventato padrone del giorno, l’ingresso sulla scena delle luci della casa sancivano l’arrivo del momento magico.

E poi eccolo!

Il suono del citofono annuciava l’arrivo dei primi invitati.

Era ufficiale, la festa aveva inizio. La gioia schizzava alle stelle. La luce che brillava nei suoi occhi era luminosa almeno quanto il sorriso che conquistava il viso felice.

La festa, la festa. Sembrava che finisse sempre troppo presto.

Il ventitré dicembre è di certo tra i giorni più corti dell’anno.

E sono ancora dello stesso avviso: la festa è finita troppo presto.

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