Tempi migliori

Tempo di ricordi. Ricordi di odori, di suoni, di voci.

Sempre più dolorosi, sempre più desiderati.

Com’è difficile la convivenza con questi ricordi. Li voglio, ma mi fanno male.

Com’è possibile? Tutto ciò che mi resta sono ricordi e li devo frequentare con moderazione per non fare troppi danni.

E poi? Che accadrà?

Mi rifiuto di chiudere nel cassetto quanto di più caro posseggo. Mi rifiuto!

Quest’estate strana, molto strana, non aiuta. Emozioni intense che si sovrappongono e si fondono rendono i pensieri più complessi, più difficili.

Di fondo però c’è la paura. Paura, già espressa, di dimenticare. Ma più che paura è terrore, panico.

Devo studiare una strategia per l’inverno. Occorre pianificare, organizzare e razionalizzare i pensieri. Non sarà facle! Ma quando mai qualcosa è facile. C’è ancora del tempo, un po’ di mesi, che devo farmi bastare per sistemare tutto prima dell’inverno.

Potrà uscirne qualcosa di buono, ma solo se mi organizzo per tempo. Altrimenti saranno casini.

In questo momento non è proprio il caso di studiare, la stanchezza mi annebbia, la rabbia mi acceca e le forze mi mancano. Ma aspetto paziente tempi milgiori.

E’ una vita ormai che aspetto tempi migliori.

Penso

Penso che il tempo passa e intanto accadono tante cose. Alcune belle, tante brutte. Chissà perchè sono di più qulle brutte?

 

Forse perchè la nota legge di Murphy funziona davvero.

Poi ci sono quelle cose che avanzano lentamente, ma inesorabilmente, e si avvicinano alla scadenza.

Perchè dico questo. Perchè sono particolarmente scazzato.

Perchè quando sento che dei piccoli soffrono, più che dispiacermi – e mi dispiaccio – mi incazzo, come un turco, come un lupo mannaro, come una iena inferocita.

Mi incazzo perchè non posso aiutare chi vorrei e come vorrei. Perchè non capisco per quale cazzo di motivo alcuni bambini o ragazzi, devono subire sofferenze, umliazioni, disagi, privazioni, mentre altri arrivano a essere adulti senza neanche sapere come e perchè, senza aver combattuto neanche un minuto per conquistarsi il diritto alla vita.

Chi dell’adolescenza conosce solo ospedali, terapie.

Chi dovrebbe trepidare per un bacio di nascosto e invece trema per l’esito degli esami ematici.

Penso a una mia amica, penso a sua madre, penso che non posso far nulla per loro.

E mi incazzo!

Penso però che se tiene duro, se il suo spirito di combattente continua a non arrendersi e a battagliare, sempre con maggior vigore, penso che si può fare. L’importante è essere granitici.

 

Arrivano le mazzate? OK, giusto il tempo di digerirle, e di nuovo come se niente fosse.

In bocca la lupo.