Scrivere (sottotitolo: “E che cazzo!”)

Scrivo perché mi serve.

Soprattutto quando, come oggi, “… non è cosa”.

Soprattutto quando, come oggi, desideri tanto prendertela con qualcuno, con un capro espiatorio.

Soprattutto quando ti azzardi a pensare “Però! oggi è una buona giornata” e invece ti cade il classico vaso sulla testa, con tanto di fiori e concime.

Ecco allora che i pensieri cominciano una proliferazione incontrollata, mostruosa e invadono tutti i più reconditi recessi della tua mente.

A volte sono talmente tanti e talmente compressi che ti chiedi come faccia la testa a non scoppiare come un’anguria matura.

Costa fatica, e non poca, tentare di suddividerli e di scartare quelli inutili o dannosi e di mettere in bella vista quelli che possono aiutarti. E non è detto che ci si riesca.

Intanto che scrivo mi chiedo: “Ma poi, cosa gli farei sa avessi a disposizione il famoso Capro espiatorio?”

Nulla, probabilmente – per non dire sicuramente – nulla!

Anzi forse mi creerebbe qualche problema in più dover gestire anche un capro espiatorio. No, meglio evitare il capro.

Intanto che penso al capro gli altri pensieri sono tutti lì che litigano, mentre gremiscono indisciplinatamente e occupano militarmente la mia mente.

Ecco allora che, quando la situazione sembra ormai compromessa, ricorro alla scrittura. Non è certo la panacea per tutti i mali, ma quasi sempre riesce a comprimere in un angolo i più cattivi e quasi ad anestetizzarli. Poi riesce a cestinare quelli inutili, e credete non è cosa da poco.

Così accade che un distillato di quelli meno cattivi riesca a incanalarsi e a organizzarsi in forma di scrittura.

Come in questo momento sta accadendo, non senza dolore.

Si, dolore, perché, se la scrittura serve – e serve! – come terapia è proprio per combattere il dolore.

E la parola?

No, la parola no!

Infatti se parlassi non so davvero cosa potrebbe venir fuori dalla mia bocca senza poter poi apprezzare il beneficio della silenziosa scrittura, dolce e fedele compagna delle mie notti.

Scrivo perché mi serve e proprio non posso smettere, oggi meno che mai.

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