Pasqua

Il vuoto.

Si manifesta come una sgradevole sensazione si compressione allo stomaco.

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Il vuoto.

Cadere nel vuoto è orribile. Svegliarsi, cadendo nel vuoto è ancora peggio.

Realizzare, una volta svegli, di galleggiare nel vuoto.

Vuoto di una stanza piena di mobili e giocattoli. Il vuoto di una libreria piena zeppa di libri. Il vuoto di uno scaffale pieno di giochi elettronici. Il vuoto di un armadio pieno di vestiti. Il vuoto di uno zaino pieno di quaderni e libri scolastici. Il vuoto di un pulmino giallo numero 9 pieno di bambini.

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Vuoto pieno zeppo di ricordi, di foto, di filmini.

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Vuoto, vuoto, vuoto.

Nel vuoto non si trasmettono i suoni, le parole.

Immagini vuote di parole, vuote del suono della voce.

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Vuoto di un venerdì notte, con guanti bianchi, con una veste piagata sotto il braccio, con una piccola cintura nera. Vuoto di uno sbadiglio tra il fumo d’incenso e il profumo di garofani. Vuoto dell’alba sonnolenta e felice.

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Vuoto scavato nel vuoto di vite ormai vuote.

Buona Pasqua.

Lo scrigno

Esiste un luogo che non è né vicino né lontano. E’ un luogo che è reale, fisico, ma è anche virtuale, metafisico.

E’ visibile e al contempo è celato, è immerso nelle dense nebbie del tempo, da cui emerge, a volte, mostrandosi discretamente. Quando ciò accade, rapidamente poi scompare portando con sé il suo segreto.

Il suo segreto è uno scrigno.

In questo scrigno è riposto un contenuto strano. Si tratta di una sostanza non comune. Si tratta di distillato di amore allo stato puro, così densa da essere più densa del piombo. Non è né liquida né solida, e neppure gassosa. Nella sua immaterialità è però così pesante da non essere quantificabile, da non essere trasportabile, da non essere maneggiabile.

Al contempo tale sostanza è infintamente pericolosa e dannosa. E’ paragonabile al nocciolo di un reattore nucleare. Le radiazioni radioattive non si vedono ma producono effetti devastanti sui corpi.

Questo distillato di amore allo stato puro ha effetti simili, solo che, anziché agire sul corpo procurando ustioni, lacerazioni, mutazioni e distruzioni, fino alla morte, procura danni forse peggiori ma alla mente.

Il suo valore è inestimabile quanto la sua potenza distruttiva.

Il suo potere, anziché ridursi nel tempo, come le radiazioni, aumenta. E crescerà fino al giorno in cui si annullerà del tutto, improvvisamente, e svanirà portando con sé lo scrigno e il luogo che lo conserva così gelosamente.

Io so dove si trova, io so come andarci.

C’è un’altra persona che sa della sua esistenza, ma non sa altro.

Questa mattina mi sono svegliato con il desiderio di aprire quello scrigno, di osservare ancora una volta il suo contenuto, bellissimo e pericolosissimo al contempo.

Ancora una volta ho evitato di farlo, ma almeno ne scrivo.