Il gusto

A tutti è capitato di assaggiare un dolce buonissimo, magari una torta al cioccolato o alla crema, piuttosto che dei pasticcini delicatissimi resi ancor più apprezzabili da aromi invitanti e profumati.

Che dire poi di cioccolatini confezionati con ripieni di deliziose creme o di liquori.

Quando si ha l’occasione di imbattersi in queste prelibatezze conviene gustarle lentamente, lasciando che il sapore si diffonda per tutta la bocca raggiungendo il palato e da questo poi il cervello dove scatena una piacevole tempesta di sensazioni gradevoli e intense che ci appagano e ci mettono di buon umore.

Inutile negarlo, è noto, un boccone tira l’altro e così via.

Quando il nostro stomaco, ormai appagato, manda segnali di pienezza il nostro palato vorrebbe gustarne ancora, e ancora.

Prima o poi si smette di mangiarne e allora inizia quella fase in cui il gusto lentamente svanisce dalla nostra bocca. Vorremmo prolungarlo, così inviamo la lingua nei più nascosti angoletti alla ricerca di un ulteriore granello di saporosità che raccogliamo e porgiamo ancora all’attenzione degli organi del gusto.

Ma anche dopo che le ultime tracce di sapore sono definitivamente sparite dal cospetto del nostro palato, ancora rimane, nel nostro cervello, la sensazione di piacere che abbiamo provato e dalla quale non vorremmo distaccarci.

Come accade spesso nella vita, di queste bontà non se ne può abusare. C’è una giusta porzione.

Proprio su questo mi sono fermato a riflettere da qualche giorno.

Pensavo che Mauro potrebbe essere stato per me una di quelle prelibatezze di cui dicevo prima.

L’ho cercata, perché sapevo che sarebbe stata buona, anzi buonissima, insuperabile. L’ho ottenuta, caparbiamente e con tante difficoltà, e finalmente ho iniziato a gustarla.

Purtroppo, non appena ho incominciato a sentire il gusto della sua presenza, della sua compagnia, della sua umanità, spandersi sulla mia esistenza e donarmi così quelle sensazioni che rendono piacevole la vita, che la rendono degna di essere vissuta, che la elevano a un livello superiore di consapevolezza … zac!

Fine.

 

 

… e pensare che quasi ogni giorno c’è qualcuno che uccide un bambino o che lo butta in un cassonetto dell’immondizia!

 

domenica, 13 marzo 2011

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