L’anno che verrà

Giunge un’ora, la vigilia di Natale come quella di Capodanno, in cui tutto ciò che poteva essere preparato in anticipo è stato fatto. Mi riferisco alle preparazioni culinarie e agli addobbi per la serata.

Si tratta di quel lasso di tempo che si trova a cavallo tra il tardo pomeriggio e la prima sera.

In casa aleggiano i profumi delle pietanze che sono lì, in attesa di essere condotte con maestria al termine della preparazione e quindi consumate allegramente con i parenti o con gli amici.

In quel tempo che abbiamo così individuato, per me da sempre un po’ magico, le luci sono spente o soffuse e il silenzio regna sovrano, perché neanche la televisione, l’onnipresente televisione, ha il premesso di violare la sacralità di quel momento.

Gli abitanti della casa sono ritirati nelle loro stanze a prepararsi oppure a fare gli ultimi ritocchi alle preparazioni delle tavole imbandite.

Non dura molto, purtroppo. Presto si riavvieranno i fornelli e il citofono annuncerà il sopraggiungere dei primi invitati.

Quando penso a questo momento mi viene in mente il “raggio verde”, giunge puntuale, dura poco e inesorabilmente si dissolve.

Quasi sempre, quando giunge questa fase della giornata, siedo al divano, al buio, e rifletto.

Come quasi tutti quelli precedenti, anche quest’anno ero lì, riflettevo e non ho potuto evitare che le mie riflessioni scivolassero su Mauro.

Mauro che avrebbe tredici anni, alla soglia dell’adolescenza.

Mauro che non c’è più, svanito, dissolto, volatilizzato, andato in fumo.

Mauro che, al di là delle ovvie considerazioni che in queste circostanze si possono fare, mi manca. Nel senso reale della parola, me ne sento privato. Lo cerco con la mente, come se dovesse essere lì. Ma non c’è.

Mi stavo incamminando in un sentiero senza sbocco, disseminato di tristezza e di malinconia. Per spezzare questa spirale negativa ho deciso allora di farmi un regalo.

Mi sono regalato un sogno.

Ho sognato che Mauro potesse ascoltarmi e che lo dovessi aggiornare di tutte e cose che sono successe da quando lui è … anzi, da quando lui non è!

 

“Quindi, caro Mauro, adesso ti racconto tutto quello che ti sei perso nel 2010, non pretendere che sia anche ordinato nella sequenza cronologica, ti narro le cose così come mi vengono in mente.

Cominciamo da una cosa bella.

Io e tua mamma abbiamo deciso di dare seguito alla tua idea delle magliette, quelle di Scrabby. Non è stato proprio facilissimo. Abbiamo prima dovuto trovare un fornitore di maglie che ci desse un prodotto di ottima qualità – mica potevamo prendere una cosa ordinaria per te – poi abbiamo dovuto trovare una ditta che ci preparasse le stampe e infine abbiamo dovuto scegliere i disegni da stampare.

Insomma un gran casino, e non è che mamma mi avesse aiutato tanto in questa fase, ma tu lo sai com’e fatta. All’inizio delle cose è sempre restia, lenta, svogliata, poi parte in quarta. Così anche questa volta.

Ti devo confessare che, quando ho visto le prime magliette, che erano solo bianche e nere, mi sono veramente emozionato. Mi conosci, non mi piace esternare i miei sentimenti, quindi mi sono tenuto tutto dentro per giorni e giorni. Insieme una gioia e una malinconia. Ma pensa: le tue magliette. Come diavolo ti è venuta in mente questa idea?

Comunque sia, è stata bellissima.

Tutto questo succedeva all’incirca al mese di marzo poi, successivamente, all’inizio dell’estate, le abbiamo fatte anche a colori. Rosso fuoco, Blu, Arancio, Giallo, Verde (il tuo verde) stupende davvero! Con i colori nuovi abbiamo anche stampato nuovo personaggi.

Si, perché le prime erano solo con “Scrabby base”, “Chicken”, “Scrabby Mouse” e “Pulcinella” perché le stampe non è che costino poco. Ma poi abbiamo deciso di fare uscire anche “Scrabby Rock”, “Shrek”, ”Scrabby Pittore”, “Scrabby Bassotto” e un bellissimo pannello Multi-Scrabby.

Sono bellissime, puoi essere fiero di te.

Mamma si è data da fare e ne ha vendite un bel po’. Abbiamo anche acquistato una macchina per stampare le magliette in casa. L’abbiamo sistemata nella tua stanza. Tranquillo, non abbiamo toccato nulla. I tuoi libri sono tutti a posto e tutti i tuoi giochi pure. Ogni tanto mamma se ne viene che vorrebbe dare via qualcosa, ma io mi oppongo duramente. Non si tocca nulla. Spero che tu ne sia contento.

Ritornando alle maglie, le abbiamo sistemate tutte sopra il tuo letto perché sono un tantino ingombranti. Comunque fanno davvero un bell’effetto.

Adesso abbiamo rallentato un po’ con le magliette, sia perché in inverno non è che sia facile venderle, sia perché ci siamo distratti per altre cose che poi ti dirò.

In verità dovremmo fare anche le felpe. Sono stato a Barletta in una fabbrica a vederle. Ma a questo punto se ne parla dopo le feste natalizie, col nuovo anno.

Ne approfitto per dirti che il tuo computer funziona sempre perfettamente.

Lo usiamo ancora io e mamma ma molto di rado. Ho fatto una cosa spero che no ti spiaccia. Ho installato, in una nuova partizione, il «Windows 7» che funziona molto meglio del Vista. In questo modo noi lo usiamo quando serve, e abbastanza velocemente, e al contempo non tocchiamo nulla della tua partizione. Tutti i tuoi files sono sempre lì dove li hai lasciati l’ultima volta.

A proposito di files, di tanto in tanto vado a sbirciare sulla tua partizione nella cartellina del tuo libro. Non so perché lo faccio, ma mi piace, sento la tua presenza.

Parlando del tuo libro voglio aggiornarti sulle ultime novità. Dall’inizio dell’anno abbiamo fatto ben due presentazioni oltre quella ufficiale del dodici dicembre 2009: una a Bisaccia, un bel paesino vicino Benevento, e l’altra nientepopodimeno che a Pavia. Si nella tua Pavia. Non è stato facile tornare lì senza di te, anzi diciamola tutta, è stato molto difficile. Comunque è stato una grande successo per il libro e soprattutto per te. C’erano tante persone e quelle a te più care, dalla Emy a Nello, Maria, Margherita, c’era anche Anna la tua maestra, insomma proprio tutti. La tua maestra dell’ospedale ha poi detto dello cose bellissime.

La tua bicicletta nuova, quella nera, sta in perfetta forma. Ogni tanto vado fuori nello stanzino a guardarla. Mannaggia alla bici! Che gioia quando andammo a comprarla; quel pomeriggio sotto casa di Nello, chi se lo dimentica più.

Scusami la divagazione nostalgica.

Parlando della bici mi viene in mente di dirti che abbiamo fatto dei piccoli lavoretti in casa. Non proprio dentro casa, ma nello stanzino esterno, dove c’è la caldaia. Abbiamo demolito il forno delle pizze per avere più spazio per depositare le nostre cose. In verità è stata un’idea di mamma, avendo constatato che non usavamo il forno da tempo immemorabile, anzi forse mi sa che tu non lo hai mai visto in attività. Comunque alla fine era una cosa razionale e quindi è stata fatta. Invece i famosi lavori dentro casa, quelli in cucina e quelli al pavimento, non li abbiamo ancora fatti. Purtroppo non c’è più l’entusiasmo di qualche tempo fa, quando c’eri tu, e poi diciamo anche che ci vuole un certo impegno economico che adesso non pensiamo di poter profondere in questa cosa. Quindi tutto rimandato.

Accidenti quante cose che ho da raccontarti, mi sa che dovrò fare una cernita e dirti solo quelle più importanti per non essere prolisso.

Con una decisione sofferta, non poco, credimi, questa estate abbiamo deciso di ritornare a San Candido. E’ stata un’enorme sofferenza, un supplizio, e credo di parlare anche per conto di mamma.

Ti chiederai: se doveva costarci tanto perché l’abbiamo fatto?

E’ difficile spiegarti delle cose dalla dinamica così complessa. Ognuno di noi due l’ha fatto per un suo motivo tutto personale.

Provo a spiegare il mio.

Innanzitutto va detto che quest’anno abbiamo fatto pochissimi bagni. Tutti belli devo confessare, ma molto pochi. Non siamo mai scesi da Ferdinando. Co è mancato quel pizzico di … non so cosa, ma non ce l’abbiamo fatta. Vedi, dopo la tua morte abbiamo superato molti tabù, abbiamo rotto incantesimi e violato confini che pensavamo essere invalicabili, ma non siamo riusciti ad andare a mare lì. Quando è troppo è troppo. Ci riproveremo l’anno prossimo? Chi lo sa cosa accadrà l’anno prossimo? In compenso siamo stati qualche volta in mare in barca. Ah! quanto avrei voluto che ci fossi stato anche tu. Comunque sia pochi bagni!

Stare ad agosto a Sorrento, peraltro con il mare sporchissimo, sarebbe stato veramente una cosa stupida, quindi comunque saremmo andati in vacanza da qualche parte. Sai bene quanto tutte le località turistiche siano affollate in agosto e sai quanto invece sia piacevole e ospitale la montagna e soprattutto quanto lo siano le Dolomiti. Devo confessarti che, andando lì, sulle tue montagne, speravo, m’illudevo, di ritrovarti. Semmai non proprio te, ma almeno qualcosa di te.

E così è stato! Ti ho sentito chiacchierare tra i boschi e ti ho sentito lamentarti mentre salivamo su sentieri impervi. Ho respirato il tuo profumo, ho sentito le tue carezze.

Non chiedermi se è stato bello, non lo so ancora. E’ stato insieme bello e doloroso, molto.

Quasi mi sfuggiva, non ti ho ancora detto che Franco Locatelli si è trasferito a Roma, al Bambin Gesù. Non so quanto sia contento di questo trasferimento, non ho più parlato con lui ma solo con Luigia. Certo ha lasciato un gran vuoto dietro di se a Pavia. Ma non voglio toccare adesso questo argomento, ne parlermo in altra occasione.

Novità!

Credevi di essere l’unico scrittore in famiglia? Ebbene stupisci. Ho scritto una poesia e ho anche partecipato a un concorso che si è tenuto a aprile a Positano.

Non ho vinto – mi sembrava inutile precisarlo – e non ho neanche potuto declamare la poesia in quanto ero a Pavia per la presentazione per tuo libro. L’ha fatto Susy al mio posto e mi è stato riferito che è stata proprio una bella esperienza. Chissà come non mi è venuto in mente di farti partecipare con la tua poesia «Il tempo». Te la ricordi? La scrivesti una sera a cena dell’ottobre del 2006 su un fogliettino di carta quadrettata, che conservo gelosamente.

Semmai il prossimo anno ti iscriverò.

Ho ripreso a giocare a «God of War II». Mi ero bloccato con quella buona donna della medusa e non ero capace di batterla. Poi dopo quasi un anno ci sono riuscito. Ora vado avanti spedito: saresti fiero di me. Devi inoltre sapere che, per Natale, mamma mi ha regalato il nuovo «Assassin Creed III». Molto bello, come lo è stato il secondo. Peccato che tu non abbia potuto giocarci, ti saresti diverti davvero e mi avresti potuto aiutare tanto, come abbiamo fatto per il primo.

Ho ancora alcune cosette da raccontarti.

Continuo a fare la Paella e ho pure ultimato il libri che stavo scrivendo su questa pietanza. Ogni volta che la preparo penso intensamente a te e ricordo di ognuna della volte che l’abbiamo fatta insieme. Che gioia, che felicità. Purtroppo persa per sempre. Ecco, lo sapevo. Parlando della Paella, mi sento male, non riesco a sopportare l’intenso malessere che mi pervade a causa della rabbia. Troppi ricordi, troppo vissuto, troppa rabbia, troppa mancanza. Troppo tutto!

E’ passata adesso, sto meglio, posso riprendere.

Ricordi «Pippo detto Frodo», la favoletta che abbiamo inventato insieme?

Ebbene ne ho fatto un manoscritto. Spero di essere stato abbastanza fedele al racconto. Quante volte hai voluto ascoltarla …

Non ancora so cosa farne. Probabilmente ne farò qualche copia da tenere qui in casa, giusto per ricordo. Non credo che possa avere un seguito di altro tipo. Comunque per me è uno tanti bellissimi regali che mi hai fatto.

Avrei tante altre cose da dirti ma non voglio essere noioso.

Ciao Ciccio. tvb”

 

Il pomeriggio ha lasciato il posto alla sera che ha preso possesso pieno della scena. In tutta la città i festeggiamenti incombono, veglioni, fuochi d’artificio, danze, succulenti pietanze attendono solo di essere gustate. Anche per la mia ridotta famiglia l’anno 2010, il primo senza di Mauro, sta spirando. Il 2011 bussa alla porta con il suo carico di novità.

E’ ora di prepararsi.

venerdì, 31 dicembre 2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...