Ferragosto

Buone vacanze! L’estate giunge al culmine, tutti si affannano, chi per partire per le mete agognate, chi per approfittare del momento clou del turismo per lavorare alacremente.

Il mondo che mi circonda avanza freneticamente verso il ferragosto che celebra l’apoteosi delle ferie estive.

L’orologio che scandisce il tempo e il ritmo della mia vita, quella interiore, quella che è dentro il contenitore che è il mio corpo in sovrappeso, rallenta progressivamente.

Il subconscio sa cosa l’aspetta e non vorrebbe dunque giungere all’appuntamento, e rallenta.

Dentro di me i suoni che provengono dall’esterno sono sempre più attutiti, il frastuono dell’estate giunge smorzato. Man mano che il ferragosto si avvicina il mare interiore si calma, il silenzio è quasi surreale.

Mancano 24 ore.

Tic

Tac

Il tempo scorre, vorrei fermarlo, non ci riesco.

La calma prima della tempesta.

Sento solo il ritmo inesorabile del tempo. Tic …. Tac.

Ci vorrebbe un soffio di aria gelida che ibernasse tutto in una cortina di ghiaccio. Me, lui, il tempo.

Restare per sempre in una teca, congelati, io e lui, insieme, per evitare di giungere alla notte del ferragosto quando un fiotto di caldo sangue, sgorgando nella sacca della colostomia, preannunciò l’ultimo avviso, “the last call” in termini aeroportuali.

La vigilia aveva già dato segnali di guerra, i dolori oramai erano difficilmente controllabili anche con dosi massicce di tramadolo, di morfina, di perfalgan. Febbre alta e tremori avvertivano che qualcosa stava succedendo all’interno del suo corpicino oramai ridotto a brandelli, straziato, affaticato, distrutto.

Io sono lì, come se fossi sospeso nell’aria a guardare il lento scorrere degli eventi, fino al mesto ricovero, ultimo ricovero, nella notte tra il 15 e il 16 agosto. Il culmine dell’estate, delle ferie, del riposo, del divertimento.

Un anno da allora.

Nelle ultime ore una sensazione di nausea, come un grosso peso allo stomaco, mi accompagna in questo percorso già vissuto una volta.

All’inizio mi sembrava strano che attorno a me nessuno si accorgesse di quello che significavano le date, i ricordi, i pensieri.

Oggi ne sono contento. Mi sembra quasi di essere «l’uomo invisibile», gli altri mi guardano scorgono solo il mio corpo, quello che faccio ma non vedono chi sono, dove sono, con chi sono. E’ il mio segreto, triste segreto, ma tutto mio.

Quasi come se fosse fatto apposta, il giorno di ferragosto andrò sulle Dolomiti, le sue Dolomiti.

Forse è questa la sfida più grande a cui mi sottoporrò da quando è morto.

Non sono fuggito questa volta, come ho fatto a Pasqua per le processioni. Ho deciso di accettarla.

Tutto nello stesso giorno.

Confesso senza pudore che, nelle settimane che hanno preceduto questa partenza, il solo pensiero di andare sulle Dolomiti mi spossava, mi angosciava. Ma non si può scappare all’infinito. Se ho deciso di vivere questa vita la devo vivere intera, con dignità. Se devo risalire la china e sfidare la vita stessa non posso rinunciare a quest’altra sfida.

Ho rivisto i suoi scarponi da montagna, ho aperto il suo zainetto, ho ritrovato i legnetti raccolti lungo le passeggiate che lui amava intagliare con il coltellino svizzero che gli avevo regalato. A volte mi chiedeva di poter usare il mio. Si sentiva grande con un coltellino tra le mani. Che gioia, quando, senza dirgli nulla, lo condussi in un negozio specializzato in Austria e gli comprai il suo coltellino multifunzione.

Come ne andava fiero! Lo usava con prudenza e con attenzione e intagliava a lungo forme di animali sui legni che selezionava lungo il percorso. Per lui aveva sancito il raggiungimento di una maturità: i suoi genitori avevano fiducia in lui.

Erano bei tempi, nei quali c’era una famiglia felice, un progetto di uomo che cresceva bene.

Userò il suo coltellino quest’anno: il mio è andato perso per sempre.

Parto con la mente ingolfata di pensieri orribili, di sofferenza. Mi sottopongo a una sorta di autopunizione, di auto tortura. Anche queste mie parole sono un po’ sconclusionate come i miei pensieri. Spero che tutto ciò serva a qualcosa.

Mi piace pensare che possa incontrarlo a passeggio nei boschi e sui monti che ha percorso in lungo e in largo nei suoi pochi anni di vita.

domenica, 15 agosto 2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...