Se

Se oggi fosse il 13 luglio 2010 di un mondo parallelo, giusto,

oggi Mauro si sarebbe svegliato alle 10.20,

avrebbe fatto la sua solita colazione mentre guardava i cartoni sul divano,

avrebbe preso del latte dalla sua tazza colorata,

avrebbe mangiato un Kinder Delice.

Se lui fosse stato più fortunato,

oggi Mauro, dopo la colazione,

avrebbe guardato i cartoni animati ancora per un po’,

avrebbe letto poi l’ultimo Topolino,

avrebbe riletto l’ultimo Paperinik,

avrebbe poi sistemato, per l’ennesima volta, tutti i libri e i fumetti in ordine cronologico.

Se le chemioterapie, i trapianti, le radioterapie, gli interventi avessero fatto effetto,

oggi Mauro, dopo aver sistemato i suoi libri,

avrebbe chiamato un suo amichetto per accordarsi,

avrebbe poi chiesto alla mamma di preparargli lo zainetto,

avrebbe indossato gli occhiali da sole (che gli piacevano tanto) e sarebbe andato a mare col suo amichetto.

Se i farmaci omeopatici, il cioccolato arricchito, lo yougurt avessero fatto effetto,

oggi Mauro, dopo essere sceso al mare col suo amichetto,

avrebbe fatto duemila tuffi,

avrebbe guardato Dragonball nella cabina del suo amico,

avrebbe aspettato, affamato, che io e la mamma fossimo arrivati alla spiaggia con il pranzo.

Se quella dannatissima cellula che per tre anni si è vigliaccamente nascosta nel suo ventre fosse morta, come muoiono milioni di cellule normali,

oggi Mauro, dopo aver pranzato al mare,

avrebbe continuato a giocare con i suoi amici e a divertirsi da matti,

avrebbe fatto il bagno con me (tanto per accontentarmi),

avrebbe detto «Ciao Pa’, ci vediamo stasera» quando fossi andato via per tornare al lavoro.

Se su questo cazzo di pianeta esistesse un cazzo di Dio buono,

oggi Mauro dopo aver fatto dieci volte il bagno, la merendina pomeriadiana e la doccia,

avrebbe atteso che il sole sparisse all’orizzonte per decidersi a tornare a casa,

avrebbe imposto alla mamma di chiamare degli amici per andare a fare una pizza,

avrebbe atteso il mio ritorno per andare in pizzeria con gli amici.

Se questo fosse un sogno e io stessi scrivendo, nel sogno, un mucchio di cazzate,

oggi Mauro, dopo aver mangiato la pizza con gli amici confabulando continuamente con loro,

avrebbe tirato tardi a chiacchierare con noi adulti pur di parlare con qualcuno,

avrebbe poi avuto una sana stanchezza e un sano sonno,

avrebbe infine chiuso la sua giornata addormentandosi facendo programmi per il domani.

E io sarei passato, come sempre, accanto al suo letto per guardarlo dormire e, baciandolo sulla fronte, gli avrei augurato la buonanotte.

«Buonanotte Mauro, siamo capitati nel mondo sbagliato tutti e due!»

mercoledì, 14 luglio 2010

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