9 luglio

La stanza è chiusa. Lungo le pareti non c’è nessuna apertura, la musica è incalzante. Il soffitto, pieno di enormi aculei metallici, si abbassa lentamente, ma inesorabilmente. Ed io sono lì sotto. E penso. E aspetto.
Nei bei film all’ultimo secondo, negli ultimi fotogrammi, arriva l’eroe di turno che blocca il meccanismo.
In questa realtà, nella mia storia, l’eroe non c’è, non esiste, il meccanismo invece avanza, lentamente, a e a me non resta che aspettare. E pensare.
Oramai manca poco, si capisce anche dal sottofondo musicale. Il ritmo diventa più rapido ed i toni più cupi.
La brutta storia sta per finire. Ed io penso, ma non riesco ad immaginare cosa sarà dopo la fine della storia.

(9 luglio0 2009)

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